domenica, 31 agosto 2008

you said things would never change/ but sometimes they get rearranged.

Nella zona di Giarre (e non solo) ogni evento/manifestazione/cosa pubblica non può non trasformarsi in un inesorabile disastro rappresentativo del declino della società occidentale.
Giorno 29 agosto, in quel della piazzetta di Torre Archirafi - cittadinella marittima della zona di Giarre-Risposto - si tiene una Pseudo-Festa di Liberazione con musica, salsiccia e birra.
Pur essendo io ormai una dichiarata pale young girl dalle sfumature indie, mi accollo queste intrepide serate all'insegna del non avere  niente di meglio da fare. Non foss'altro per la quantità di gente nota che vi circola.
Attrazione principale della serata: gli Anzikitanza, solito gruppo alternativo latitante fricchettone skaeggiante e ricco di kappa. Dopo i primi due gruppi locali, salgono sul palco gli Anzikitanza. Lui addobbato di maglia della salute, ossia canottiera bianca di quelle proprio grezze, gli altri in tema. Ma alla fine si possono pure sopportare. Dopo all'incirca 15 minuti di concerto (io nel frattempo avevo persino cominciato a fingere di ballare) arriva dell'acqua sul pubblico. Io scioccamente penso "toh, stanno rinfrescando il pubblico".
Minchiatone.
Ad un certo punto quest'acqua arriva sulla strumentazione, anzi sugli amplificatori. Nel giro di qualche secondo i ragazzi del gruppo scendono dal palco per inseguire i fautori del gesto acquino. Non se ne capisce più niente.
Il pubblico incazzatissimo corre dietro ai componenti del gruppo, una folla si accalca. Pare che alcuni dei  "malviventi" siano scappati, altri forse sono rimasti. Si presume che stia finendo a rissa. Cerco di abbarbicarmi in mezzo alla folla - per dovere di cronaca, sia chiaro - ma S. mi dice di farmi i cazzi miei e non rischiare che mi arrivino cose in testa. Uffa.
L'unica cosa che riesco a vedere è un uomo che corre forsennatamente con un divieto di accesso in mano, utilizzato a mo' di giavellotto.
Dopo questa meravigliosa scena iniziamo a disinteressarci alla situazione, perché è davvero impossibile capirne qualcosa.
Nel frattempo il tondino del divieto di accesso giace a terra inutilizzato, A. si offre di portarmelo fino in macchina, ma alla fine decido di lasciarlo lì.
Dopo appena un'ora e più arrivano i carabinieri, accolti con uno scrosciante applauso, per sottolinearne l'indomito tempismo. La situazione non cambia poi molto, la solita calca di gente avvinghiata su ragazzi di rifondazione e deliquentelli vari non permette di capire un accidente.
Anche perché del resto da capire non c'è niente.
Non è stata una cosa politica, solo una semplice necessità di rompere i coglioni.
Questo perché la civiltà - almeno nella mia zona - sta davvero diminuendo a vista d'occhio, e non per fare i discorsi dei vecchi "non ci su chiu i carusi di 'na vota" e così via, ma perché è tangibile il declino di Giarre & dintorni.
lunedì, 25 agosto 2008

why don't you get a job?

Il tirocinio universitario che ho fatto all'inizio di Agosto presso un'agenzia di viaggi si è trasformato in un mese di lavoro, ecco qualche risultato!

Durante la mia prima mattina di tirocinio è venuta in agenzia una signora che ha chiesto alla dipendente di tutto e di più su un appartamento in Sardegna, è rimasta circa un'ora e mezza seduta a chiedere dettagli, conferme, riconferme, condizionatori, cazzi, mazzi, mentre la fila di gente alle sue spalle cresceva a dismisura. Un signore ed una signora in fila decidono di rinunciare e tornare nel pomeriggio.
Alle 16.15 torno in agenzia, in attesa dell'apertura. Trovo piazzati in prima linea i signori di cui sopra. Il signore mi guarda e mi dice:
"Chidda ci stesi tri uri, pareva ca quasi quasi si l'ava accattari st'appartamento!" (quella c' è stata tre ore, sembrava che quasi quasi se lo dovesse comprare quest'appartamento!)

All'agenzia c'è il porta caramelle a disposizione dei clienti. Una signora e suo figlio attendono il proprio turno seduti vicino alle caramelle. Il bambino giocando infila tutte le caramelle in una specie di calza che ha in mano.
La madre: "Eh eh, si è fatto la calza della befana"
Nel frattempo continuiamo a servirla.
Appena finisce si alza e mentre sta per aprire la porta dice:
"Eh il bambino si è preso tutto le caramelle... ARRIVEDERCI"
Noi scioccate.

Un pomeriggio (io lavoro solo di mattina) si era creata una bolgia infernale di gente e due vecchiette erano scappate atterrite.
La mattina dopo - l'orario di apertura dell'agenzia è alle 9 - le vecchiette spuntano a friggersi in piedi sotto il sole alle 7.30.
La dipendente impietosita le fa entrare in agenzia verso le 8.30.

Signora al telefono:
"Senti a com'è ca si chiamunu di voli speciali? (come'è che si chiamano quei voli speciali?)
 Lattiminut?
 Lattminut?
 Ah va bene, va bene, ciao"
La dipendente: "Eh quindi, cosa le serviva?"
Signora: "Ca dì cosi dà: ATMINUT" (quei cosi là: ATMINUT)
La dipendente: "? ah, last minute"
La signora poi si alza e se ne va (dopo aver perso anche lei la sua buona oretta).
Il cliente successivo si avvicina alla scrivania e dice:
"A ora m'aggiuva u psicolugu, a mia m'ata paiari i danni morali" (ora mi serve lo psicologo, mi dovete pagare i danni morali)
.

NEW ENTRY del 30 agosto
Signore: "Vorrei andare a Milano con il treno questo lunedì"
Dipendente: "Mi dispiace ma non ci sono posti di nessun genere"
La madre del cliente rivolgendosi al figlio: "Ma  cu l'apparecchio?" (Ma con l'aereo?)
Signore: "Costa assai, glielo dice anche lei per favore?"
La dipendente controlla e i prezzi sono elevatissimi.
Dopo varie ricerche...
La madre del cliente: "Ma allura cu l'apparecchiu no? (Ma allora con l'aereo no?)
Signore: "Mamma ma no sintisti? Costa assai. A cavaddu du sciccareddu ci pozzu iri"
(Mamma ma non hai sentito? Costa molto. A cavallo dell'asinello ci posso andare)
pigiato da: ailingamelie alle 15:24 | link | commenti (7)
categorie: casi umani, amélità
lunedì, 21 luglio 2008

E jumping someone else's train non è una metafora.

I precedenti:
20 luglio, sera.
amélie e B. escono e decidono di andare a passare la serata nel tranquillo porto della tranquillissima Pozzillo Inferiore, località balneare della costa siculo-orientale situata tra le cittadine di Giarre e di Acireale, nota nella zona per la sua fonte di acqua frizzantina.
Scendiamo allegri per le vie di Pozzillo ed improvvisamente una folla da partita Palermo-Catania allo stadio Massimino sgretola l'idea di serata tranquilla.
Cosa sarà? La festa della Santa? (Margherita a quanto dice l'informatissimo B.) Una sagra? Mi inizio ad esaltare troppo all'idea della sagra. E sagra fu: la scritta "Sagra del pesce spada" parla chiaro. In realtà scopriamo essere una sagra ben migliore, attenzione: la Sagra del puppo (polpo).
Ci avviciniamo alla zona "calda": gente entusiasta mangiante puppo, musiche napoletane a go-go e bottiglie giganti di aranciata tomarchio e altre bibite sconosciute, che si ergono al centro della piazza.
Dopo aver effettuato un interessante studio di donne danzanti sotto l'effetto della musica napoletana (e altrettanto interessante video che presto vi mostrerò), decidiamo di avvinghiarci sul puppo.
E puppo fu.
Ci sediamo ai bordi del porto comprensivi di frangolino e ci dilettiamo a parlare di ansie da rientro al paese e oscurità esistenziali.
Nel frattempo un gruppo di anatre o papere o non lo so, secondo B. probabilmente papere, attirano la nostra attenzione e decidiamo di andarle a nutrire con del tozzo di pane residuato dalla cena col puppo. Nel cammino verso le anatre un non meglio identificato "scecco di mare" attira la mia attenzione. Come si chiami in italiano vedrò di scoprirlo a breve.
[a quanto pare si chiama lepre di mare, aplysia fasciata]
Dopo circa 20 foto effettuate ai danni del suddetto scecco andiamo a nutrire le stolte papere, che un po' ci disdegnano, un po' no. Tentativo fallito di B. di nutrire lo scecco di mare con il medesimo tozzo di pane.

Ritorniamo alla zona "calda" e a parte la munnizza inesorabile, becchiamo pure una quantità inaudita di gente che balla taranta o tarantella - come si chiami diosololosa - B. cerca di trascinarmi nelle danze ma l'ubriachezza non è poi così avanzata. (oddio)
Tappa alle altalene e rientro alle case di rispettiva appartenenza.
Sono appena le 2.30 di notte ed io decido di leggere un pezzo di Madame Bovary.

21 luglio, mattina.
Alle ore 9.30 ho appuntamento con il mio relatore. Dopo una breve sosta nella biblioteca risorgo ed attendo il mio turno di fronte all'aula del professore, che dovrebbe munirsi di un cesto porta riviste a mo' di sala d'attesa del dottore. Magari con riviste di semiotica invece che Famiglie Cristiane o Genti varie. Perdo un tempo infinito, infine entro e blatero per credo un'ora con il prof, rischiando il linciaggio da parte dei pazienti relegati in sala d'attesa. Tipo quelle vecchie odiose che vanno ogni giorno dal dottore e pur non stando male perdono lo stesso otto ore.
Esco con sorriso tipico da post-relatore e scendo in biblioteca ad incontrare un collega.
Nel frattempo scopro un gatto nascosto sotto le mura di pietra della biblioteca e mentre cerco il gatto spunta B.
Risorgo con B., ritorno dal professore a restituirgli un libro (nel frattempo scopro che Puzzo-man sta chiedendo la tesi al mio professore, che qualcuno lo aiuti).
Vado in libreria a cercare cose, ritorno al monastero, devo scappottare da una mia collega a portarle dei libri. Scappotto dalla suddetta, parlo un po', rivedo il mio collega per riprendermi delle fotocopie, e poi mi dirigo alla stazione.
Guardo il cartellone luminoso, binario 4. Vado al binario 4, mi siedo un po' e nel frattempo un uomo mi inquieta, la sua presenza non so perché mi disturba e decido di salire sul treno.
Dopo qualche minuto mentre sono seduta nel mio sedile, sento un tonfo ad un millimetro del mio orecchio destro. Mi giro, una vite gigante si è staccata da chissà dove e se mi fosse arrivata in testa mi avrebbe almeno almeno tramortita. Prendo la vite decisa a tenerla come ricordo.
Il treno parte.
C'è qualcosa che non va.
Il treno si sta muovendo verso la direzione sbagliata.
Ho sbagliato treno.
Mi alzo di corsa e corro alla cabina di guida. La gente mi guarda. Arrivo alla prima carrozza, vedo una donnina trenitalia e dico: "Ho sbagliato treno".
La donna e gli altri gentilissimi ferrovieri cercano di convincere il macchinista a fermare il treno visto che ci troviamo ancora alla stazione di Catania ma non c'è niente da fare, non ne vuole sentire parlare. Un ferroviere si incazza e mi dice che questo è uno stronzo.
Nel frattempo esco gloriosamente la vite dicendo: "E comunque questa mi è arrivata in testa" (ma sì mistifichiamo la realtà, che fa più scena). Una turista scoppia in una risata fragorosa. Io orgogliosa ostento la vite.
La donna trenitalia mi annuncia che devo scendere a Lentini e probabilmente aspettare fino alle 18.20 per il prossimo treno per casa mia.
Sono le 14.20.
Benissimo.
A me viene da ridere ma mi trattengo per non fare la figura della psicopatica.
Per fortuna un gentilissimo ferroviere mi cerca un treno e scopre che una volta a Lentini troverò un treno alle 15.06 per Taormina. Grazie.
Mi siedo e mi godo il viaggio nelle brulle terre della Sicilia Sud-Orientale. Arrivo alla stazione di Lentini, la donna trenitalia mi accompagna dal capostazione illustrandogli il mio caso. Un caso clinico. Mi sorride e mi invita gentilmente ad attendere nella sala d'attesa comprensiva di aria condizionata. La stazione di Lentini nel frattempo sputa fuoco e fiamme e nei dintorni si intravedono solo secchi fili d'erba gialla.
Alle 15.06 salgo sul treno, mi umilio spiegando al controllore cosa mi è accaduto, e mi fa sedere senza farmi pagare il biglietto.
Del resto i miei possedimenti sono 2 euro (e il cellulare è pure scarico). Mi siedo.
Alle ore 16.05, con appena un'ora e un quarto di ritardo rispetto a quando sarei dovuta arrivare, metto piede sul suolo giarrese.
Tutto sommato poteva andare molto peggio.
martedì, 24 giugno 2008

Someone said.

Stazione di Giarre-Riposto
"Il treno delle 8 e 16 proveniente da Messina e diretto a Catania arriva e parte dal binario tre"
Uomo: (serissimo) arriva IN parte? e l'altro pezzo dov'è?
Donna: arriva E parte -_-

Via Etnea
Donna: (serissima) eh, come si suol dire: acqua a campanelle, pioggia a catinelle

Sul treno
Uomo: (serissimo) quello è inalfabeta totale, te lo dico io, è inalfabeta

Nei bagni del McDonald's
Ragazzo: scusa secondo te in quale bagno dovrei andare?
Cugina: se sei di sesso maschile dovresti andare in quello dei maschi
Ragazzo: e che ne sai, potrei essere un travestito

Nei pressi della stazione degli autobus
Due ragazze non viste stanno per essere travolte da una macchina (che andava a 2 km all'ora)
Vecchio: non sutta a machina, sutta i mia (= non sotto la macchina, sotto di me)

In facoltà
Professore: Catania diventa pazza quando piove, va be' che è sempre pazza

Dal mio relatore
Professore: entri prego (mentre mangiucchia un panino)
amelia: ma professore, ma se vuole finire di mangiare!
Professore: si formalizza?
amelia: no, lo dico per lei
Professore: prego
(Entriamo, sul tavolo ci sono briciole ed un cartoccetto di alluminio)
Professore: ho tolto il formaggio dal panino (indica il cartoccetto), glielo offrirei ma non mi pare il caso
amelia: ehm, no grazie

Sempre dal relatore
Professore: in Sicilia avete queste usanze di matrimoni ipertrofici, così hai queste mille cose da fare e non ti rendi conto di cosa stai facendo.
Poi ti svegli, il giorno dopo esserti sposato, e a quel punto sei fottuto

Sulla porta di un bagno della facoltà
"ragazze penso di essere rimasta incinta"
"a tia cu tu dissi" (= a te chi te l'ha detto - nel senso: chi te l'ha detto di fare sesso)
pigiato da: ailingamelie alle 23:45 | link | commenti (11)
categorie: amenità, stralci, amélità, someone says
giovedì, 12 giugno 2008

datti al giardinaggio dei fiori del male.

La giornata campale di oggi comincia con poche ore di sonno dopo il concerto di ieri sera dei Baustelle (foto), ma ne valeva la pena, soprattutto dopo "La canzone di Alain Delon" la mia soddisfazione ha raggiunto il massimo, unita alle danze sulle note di "Baudelaire".
La mattina ovviamente studio male con un mal di testa pazzesco. Naturalmente come sempre la mia giornata spesa al Monastero inizia a riservare sorprese. Dopo aver cazzeggiato indefinitamente fino alle 16.30, decido che è giunto il momento di andare a studiare e mi calo nelle tenebre della biblioteca, prima però tappa al bagno. Entro, uno strano olezzo infesta il bagno, cerco di fregarmene ed entro, apro... uno spettacolo tra il ridicolo e il disgustoso mi aspetta dietro quella porta: della cacca, presumibilmente di animale, a pallette, ricopre in maniera scomposta e sparpagliata il pavimento. Mi viene troppo da ridere, corro a chiamare la mia amica ed il mio amico. Rientrano e la mia amica fa pure una foto con il cellulare, iniziamo a ridere nel tentativo di venire a capo del mistero:
- un animale non può entrare nel bagno, la porta si richiude da sola, quindi è proprio improbabile, e poi un animale va proprio in bagno a defecare?
- non sembra opera di un umano;
- ipotesi avventata del nostro amico: qualcuno stava buttando un cartoccetto di escrementi del suo cane, gli è caduto appena entrato in bagno e se l'è data a gambe. Questo tuttavia non spiegherebbe il perché del lasciarla giacere lì.
Probabilmente gli esperti di CSI dopo un'attenta ricostruzione della scena del crimine, avrebbero calcolato dinamica dell'incidente, posizione delle pallette sul pavimento, impatto con il suolo o non impatto, ora del delitto, contornando il bagno di cordone giallo della polizia.
Ma noi non siamo agenti speciali, eh no.
Comunque, dopo aver studiato un'ora e mezza devo scappare a riprendermi i vestiti da Ibridi (momento di bassezza storica sul quale passerei in maniera indolore). Scappo verso la stazione, comprensiva di bustona di vestiti, e ovviamente mi perdo il treno. Decido così di comprarmi un qualche cruciverba per passare quell'ora che mi separa dal treno successivo (nel tutto naturalmente ho il cellulare scarico). Vado all'edicola, a parte che se vi trovate alla stazione ferroviaria di Catania dovete andare in edicola solo per salutare l'edicolante più gentile del mondo (che deve far parte della casata dei Gentili di Acireale, abbiamo scoperto oggi che ad Acireale c'è un fitto stuolo di uomini gentili, rinominati appunto da me la casata dei Gentili, a Giarre credo si siano estinti), che mi ha risollevata dal mio stress ricordandosi che giorni fa avevo fatto esame e chiedendomi amorevolmente come fosse andata. Mentre spulcio i giornali non tutti i mali vengono per nuocere: scopro con stupore che è uscito il numero 34 di Nana, dopo un anno o non so quanto di pausa. Sfranta ma sollevata da Nana e dall'edicolante mi siedo nella saletta d'attesa. Mi giro, un ragazzo ondeggia in maniera compulsiva, penso sia solo un pazzo - ne capitano sempre - invece singhiozza sconvolto, piange e ondeggia, pieno di valigie. Lo guardo nel tentativo di capire se voglia parlare o meno, lui non alza mai lo sguardo e così decido che forse non vuole essere disturbato.
Vado al mio binario, mi compro un kitekat e osservo la silenziosa stazione, si sente solo il fischiettare del tipo che pulisce, tutto sembra calmo e statico, nel frattempo tramonta, e nonostante la giornata passata (e soprattutto le giornate precedenti) un certo senso di calma comunque mi avvolge.

CHI O COSA SONO?

Utente: ailingamelie
Il martirio di San Me Stesso/a.

myspace/ailingamelie
produzioni améliane in bella mostra, per informazioni contattarmi in privato.


"What I want is to be needed. What I need is to be indispensable to somebody. Who I need is somebody that will eat up all my free time, my ego, my attention. Somebody addicted to me. A mutual addiction." {"Io ho bisogno di qualcuno che abbia bisogno di me, ecco cosa. Ho bisogno di qualcuno per cui essere indispensabile. Di una persona che divori tutto il mio tempo libero, il mio ego, la mia attenzione. Qualcuno che dipenda da me. Una dipendenza reciproca."} Chuck Palahniuk, Choke/Soffocare


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(...)

"If you're so funny
Then why are you on your own tonight?
And if you're so clever
Then why are you on your own tonight?
If you're so very entertaining
Then why are you on your own tonight?
If you're so very good-looking
Why do you sleep alone tonight?
I know
'Cause tonight is just like any other night
That's why you're on your own tonight
With your triumphs and your charms
While they're in each other's arms..."

Bah?


Hanno vagato qui:

*loading* anime pie!